Come costruire identità, contenuti e visibilità per un nuovo evento gravel in un calendario affollato.
Quando siamo entrati nel progetto River&Peaks powered by Dolomia, a fine gennaio 2026, l’evento esisteva soprattutto come idea. Un’idea affascinante: portare una gara e una pedalata gravel nel cuore delle Dolomiti Friulane, tra Claut, Cimolais e la Valcellina.
Comunicare un evento alla sua prima edizione significa partire da zero. Avevamo poco più di tre mesi per trasformare un progetto sulla carta in qualcosa di riconoscibile. Il problema non era l’evento, e quando si comunica una prima edizione, l’errore più comune è cercare di competere con eventi che esistono da anni. River&Peaks non poteva vincere quella partita. Non aveva dieci anni di storia. Non aveva migliaia di fotografie e nemmeno una community consolidata. E soprattutto non aveva ancora storie da raccontare. Per questo abbiamo deciso di cambiare prospettiva.
Più che raccontare l’evento, abbiamo scelto di raccontare il luogo.
Quando il territorio diventa il protagonista
Le Dolomiti Friulane rappresentavano un vantaggio enorme. Un territorio autentico, poco conosciuto dal pubblico gravel nazionale ma straordinariamente adatto alla bicicletta.
Invece di concentrarci esclusivamente sulla gara, abbiamo costruito una narrazione che facesse nascere curiosità mettendo al centro:
- i paesaggi;
- la cultura outdoor;
- I percorsi;
- la scoperta del territorio;
- l’esperienza complessiva del weekend.
Non potevamo dire “venite perché questa gara è famosa”. Ma potevamo dire: “venite a scoprire un posto che probabilmente non avete mai pedalato.”
Costruire contenuti quasi da zero
Uno degli aspetti più complessi è stato lavorare con pochissimo materiale disponibile, motivo per cui gran parte della comunicazione iniziale è stata sviluppata attraverso contenuti grafici;, comunicati stampa e storytelling dei partner mentre si delineava la produzione fotografica specifica a supporto del piano editoriale che si modificava man mano che il progetto evolveva.
Consapevoli che il piano perfetto non esiste, eravamo consci di avere sulla carta un racconto preciso. La realtà era poi diversa ed è stato necessario rivedere la pianificazione. Con il meteo rimasto incerto fino agli ultimi giorni, i contenuti disponibili erano limitati, lo shooting rimandato mentre il tempo passava inesorabile. In situazioni come queste, la comunicazione diventa una questione di adattamento e collaborazione. Se avere un piano è fondamentale, essere pronti a modificarlo lo è ancora di più.
Il weekend in cui tutto prende forma.
Poi arriva il weekend di gara e molte intuizioni trovano conferma.
I feedback ricevuti dai partecipanti parlavano quasi sempre delle stesse cose:
- La bellezza dei percorsi;
- La qualità dei paesaggi;
- La scoperta di un territorio poco conosciuto.
Non erano soltanto commenti sulla gara ma sull’intera esperienza. Ed era esattamente ciò che avevamo cercato di costruire fin dal primo giorno. River&Peaks è stata la conferma di alcune convinzioni che accompagnano ogni progetto outdoor. La prima è che una pianificazione chiara resta uno degli strumenti più importanti. La seconda è che serve sempre un piano B.
La terza è che nessun documento può sostituire la conoscenza diretta di un territorio. Visitare i luoghi, incontrare le persone coinvolte, capire le dinamiche locali e vivere l’ambiente in cui si svolgerà un evento permette di raccontarlo in modo completamente diverso.
Soprattutto quando quell’evento non ha ancora una storia, momento in cui la comunicazione non deve limitarsi a raccontare ciò che esiste già, ma contribuire a costruirlo.
I numeri di un progetto costruito in tre mesi
Tra febbraio e giugno il lavoro di comunicazione ha coinvolto diversi canali e strumenti, con l’obiettivo di costruire visibilità attorno a un evento alla sua prima edizione.
Nel corso del progetto sono stati realizzati:
- 8 comunicati stampa;
- 48 contenuti tra post e reel;
- 83 Instagram Stories;
- 2 campagne social dedicate della durata di cinque giorni;
L’attività ha contribuito a generare una trentina di uscite tra testate locali, portali specializzati e media di settore, accompagnando la crescita di un progetto che puntava soprattutto a costruire le basi per il futuro.
Quando si comunica una prima edizione, il vero risultato non è il numero di iscritti o di articoli pubblicati. È lasciare ai partecipanti la sensazione di aver scoperto qualcosa che vale la pena vivere di nuovo. Durante il weekend di River&Peaks powered by Dolomia, abbiamo sentito spesso la stessa frase: “Torneremo.”
Per una prima edizione, probabilmente è il risultato più importante.