Ieri, 19 marzo, presso la sede di Mapei in viale Jenner a Milano si è tenuta l’anteprima de “Il cuore della corsa”, il film di Paolo Bettini prodotto da Rai Documentari e diretto dal regista Francesco Castellani. Un racconto di passione, sacrificio e identità sportiva.
La proiezione ha riunito ospiti, addetti ai lavori e appassionati di ciclismo per una serata dedicata alla memoria e ai valori più profondi di questo sport. Ad aprire l’incontro è stato il giornalista Pier Augusto Stagi, che ha introdotto il film accompagnando il pubblico dentro il significato e le storie raccontate nel documentario. Dalla proiezione emerge il lato più umano del ciclismo: la fatica, la determinazione, i momenti che segnano una carriera e la dimensione più intima di uno sport che è, prima di tutto, una scuola di vita.
“Questo film nasce dal desiderio di raccontare ciò che spesso non si vede in televisione” ha spiegato Paolo Bettini. “Il ciclismo non è fatto soltanto di vittorie, podi e classifiche, ma soprattutto di emozioni, sacrificio quotidiano, fatica condivisa e di quel senso di amicizia e rispetto che si crea tra chi vive la strada. “Il cuore della corsa” vuole arrivare proprio lì, in quella dimensione più profonda e autentica di questo sport: nelle storie, nei ricordi e nei momenti che segnano davvero la vita di un corridore. Perché alla fine il ciclismo è prima di tutto un viaggio umano, qualcosa che ti forma e ti accompagna per sempre, dentro e fuori dalla gara”.
Nel corso della serata è intervenuta anche Veronica Squinzi, amministratore delegato di Mapei, che ha portato il saluto della famiglia e ricordato il legame profondo tra l’azienda e il mondo del ciclismo, sottolineando come iniziative culturali e sportive come questa rappresentino un modo per continuare a trasmettere valori autentici. “È stato un grandissimo onore e un’emozione ospitare questa prima de ‘Il cuore della corsa’ nella nostra sede. Paolo Bettini non è solo un grande campione e un amico: è parte della storia di Mapei, uno dei volti che hanno meglio rappresentato i nostri valori di passione, sacrificio e determinazione, e portato i nostri cubetti in tutto il mondo. Condividiamo pienamente lo spirito di questo progetto perché anche noi, come Paolo, crediamo che il ciclismo sia un viaggio e che nella vita non bisogna mai smettere di pedalare“.
L’anteprima milanese ha rappresentato un momento di incontro tra sport, racconto e memoria, confermando ancora una volta quanto il ciclismo continui a essere una straordinaria fonte di storie e di valori condivisi.



